Monday, 27 August 2007

Seguitemi!

Dopo aver meditato per circa un anno mi son deciso, un’ inversione di rotta.

Finalmente il mio dominio.

Inversione di rotta!


Vi Aspetto!

Saturday, 11 August 2007

Impressioni di Settembre (part.2)



Rieccoci qua! Seconda puntata di “Impressioni di Settembre” proprio in quella che doveva essere la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, la notte dei desideri. La notte in cui ci si dovrebbe incamminare verso la spiaggia e sdraiarsi sulla sabbia umidiccia con gli occhi puntati verso il cielo. La notte delle coppie. La notte magica. La notte in cui il mare fa l’amore con la luna.
E invece un’altra conferma: Piove.
E’ il folletto settembrino. E’ causa sua.
Ho scambiato quattro chiacchere con lui, oggi. Dice che tutto sta scorrendo in un’unica direzione. Io l’ho guardato abbastanza stranito, ma con uno sguardo condito di gratitudine e stima. E’ presuntuoso, irruente, sanguigno, a tratti maligno. Ma è vero, ed è uno dei pochi che riesce a scuotermi. E’ colui che continua ad aprire quel famoso cassetto, ogni qual volta io tenti di richiuderlo. E’ camaleontico! Si nasconde in tutto o il “tutto” si tramuta in lui. E’ in una canzone, in un oggetto, in un odore, in una goccia di pioggia, nei diciassette gradi di temperatura.
Adesso sono qui, steso sul letto. La finestra della stanza aperta. Il suono della pioggia. L’odore della terra bagnata e una canzone che smorza o amplifica questo sapore. E’ in questo momento che vorrei chiedergli perche? Perché ha scelto proprio questa serata per manifestarsi nuovamente? Perchè non ha lasciato spazio a qualche desiderio da esprimere?
Sono in simbiosi con lui ormai e la sua risposta potrebbe essere questa:
“Anche questa notte, così come la vedi, può essere magica. E’ magica. E non credi che anche la stella possa avere un suo desiderio? Che sia lei a chiederti qualcosa, che sia tu a poterla soddisfare?
Nemmeno la nostra fantasia sfugge al più bieco egoismo... è un peccato, perchè più spesso potremmo trovare la nostra felicità nel completamento del desiderio altrui... e quando intrecciamo i sogni alle speranza definendoli desideri, dovremmo ancor più ricordarci di chi quasi senza chieder nulla, come una stella, porta silenziose passioni dove il rumore del pretendere già soffoca le note dello sperare. La stella, magari, la vedrai domani e sarà diversa. La vedrai diversa. Più bella, più luminosa, più bisognosa che mai”.

stelle

Friday, 10 August 2007

Ben Harper - Lifeline

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“Ho da sempre voluto registrare un disco a Parigi…perché è Parigi. E ho da sempre voluto registrarlo a seguito di un tour. E ha un senso. Puoi avere il tuo miglior equipaggiamento e mai le tue abilità musicali potranno essere così delineate ed elevate come quando si esce da un lungo percorso On the Road. Così dopo aver girato per nove mesi, e alla fine delle otto settimane del tour europeo, la mia band “The Innocent Criminal” e io ci siamo rinchiusi elegantemente in un umile studio di Parigi chiamato “Studio Gang”. Il disco, Lifeline, è stato registrato e mixato in sette giorni su un 16 piste analogico. Nel processo non è stato utilizzato nessun computer, nessun pro-tools.”

Ben

Quando mi ritrovo a dover parlare di Ben Harper mi accorgo che è un pò come calpestare una superficie sdrucciolevole, alquanto pericolosa. L'ho seguito sin da uno dei suoi primi concerti in Italia, dal lontano '95. Credo si trattasse della tournè di Fight for Your Mind. E' stato amore a prima vista. Un amore che con il passare del tempo, e dei dischi è divenuto contraddittorio...ma pur sempre sincero. Sono stufo di dover per forza di cose emetter sentenze, aspetterò il 28 di questo mese e vedrò se l'amore sarà ancora di quelli veri. Per il momento preferisco aprir le finestre, affacciarmi al balcone, guardar l'orizzonte ed ascoltarmi una malinconica Walk Away.


I video dei due singoli:


Wednesday, 8 August 2007

Impressioni di Settembre (part.1)

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Oggi ho avuto la conferma di una cosa che pensavo da tempo. Aspettavo che la signora del chiosco finisse di farcirmi la mia sospirata piadina e, guardando il vialetto che innanzi a me conduce alla spiaggia, mi sono risposto da solo. Forse ispirato dalla pioggia che martellava la tettoia in plastica sotto alla quale ero riparato, o forse solo spinto dalla malinconia. Riuscirei a spiegare ad un’altra persona cosa si intende per “aria settembrina”? No. Dopo minuti trascorsi in cerca di qualche aggettivo adeguato, sono giunto a questa conclusione. No, è impossibile. E’ un’aria che si può solo respirare, un’istantanea che si può solo osservare. Una folata da cui si è investiti. Un bouquet di profumi indefiniti trasportati dal vento che giungono solo al tuo, mio naso. Un cassetto pieno zeppo di ricordi difficile da richiudere, una volta aperto si intende.Riavvolgo il nastro dei ricordi, cerco di riordinare il cassetto e mi chiedo: “Ma è solo l’otto di agosto! Non si dovrebbe pensare a quella stella in picchiata che potrei vedere tra due giorni? Non dovrei pensare alle trombette, ai cappellini e ai gavettoni che abolirò tra sette giorni?”. Si! La risposta questa volta è si. Ma il condizionale è d’obbligo, e la Mia risposta è No!
Oggi ho “riassaporato” quell’aria.
Oggi ho “riannusato” quei profumi.
Oggi mi ha “riaccarezzato” quella folata.
Oggi ho “riaperto” quel cassetto.

Continuerò a riflettere e non appena riuscirò a trovare “parole più adatte”, ve le invierò.

Tuesday, 7 August 2007

Ragione e Sentimento

Ragione e sentimento…

Campassi mille anni, continuerei a stupirmi della fantasia della vita… L’inutile affannarsi degli uomini a rincorrer idee geniali ed originali si confronta ogni giorno con la superba ed irraggiungibile destrezza della sorte.
Quando pensi che tutto oramai scorra su solidi binari solitari, ecco che il treno del destino ti viene incontro e ti travolge viaggiando su binari fantasma.
Ed è allora che chiunque si possa pensare di essere si viene investiti, triturati, macinati… separando il chicco dalla pula, per poter poi esser farina, farina per il pane della vita.
Ma c’è una costante, con cui la sorte si diverte a imporsi… l’inaspettato, spesso accompagnato dal manto dell’”apparenza innocua”…
Cosa vi è di più innocuo di un gioco? Nulla forse… se il gioco resta con quelle sembianze, nulla se i giocatori sanno di essere tali.
Eppure, quando tutto si è definito ecco che la sorte beffarda si diverte, trasformando il gioco in ruolo, ruolo che deve essere indossato se si vuole esser partecipi del piano del destino.
Rimorsi o rimpianti? Quante volte di fronte ad un bivio la domanda si è imposta brutale e implacabile.
Posso non rispondere? Posso non decidere?
No…
Si può rimandare… ci si può forse prendere del tempo per arrivare al bivio, ma non ci è dato di non scegliere.
Quanti tormenti.
Quanti contorcimenti dell’anima.
Quanta sofferenza.
La scelta… una rinuncia, in ogni caso una rinuncia.
Se è Est, non è Ovest…
Se è giorno, non è notte…
Restare non è andarsene.
Eppure c’è una differenza, se nel rimpianto, so di aver lasciato un’occasione, resto su un terreno che conosco, che forse non mi arricchirà come l’occasione perduta, ma conosco ogni zolla di quel che calpesto.
Il rimorso?
Strana parola, se la si pronunzia da sola… ha già di per sé un suono pericoloso… ri – morso.
Quando la vita ti ha già morso, vuole dire che hai sulla schiena sacchi pesanti, che trascini ogni giorno cercando di farlo con leggerezza, con grazia, con dignità.
Ragione, sentimento, rimorso, rimpianto se ne vanno a braccetto allegri e spensierati calpestandoti l’anima.
Tua sola la scelta, tue sole le conseguenze, tue sole le gioie, tue sole le sofferenze.
Non ti salva nemmeno la Follia, che se pur figlia di un Momento, con suo padre Cronos ti rimetterà di fronte a te stesso, senza scappatoie, senza sbiadimenti, con tutta la forza delle prese di coscienza, dopo le fughe.
Del coraggio e della fortuna narrano gli antichi… Ma nemmeno Napoleone avrebbe potuto fare affidamento solo su di esse.
Eppure… eppure esiste un luogo in cui tutto è possibile… un luogo in cui dolore e morte non entrano. I guardiani della soglia le cacciano ogniqualvolta esse tentano di affacciarsi. Un luogo bellissimo in cui il corpo non soffre mai, ma mantiene forme e forze eterne. Un luogo in cui la bellezza e l’armonia regnano in perfetta sintonia…
Dove gli alberi hanno sempre le foglie e son carichi di frutti e profumi… dove il cielo non è mai in tempesta e le notti son stellate. Un luogo in cui siamo liberi di essere solo noi stessi… con la possibilità di amare senza dover definire.
Quel luogo è il sogno… e un sogno voglio essere.
Eterno, senza il peso della carne, senza il piombo dell’esistenza…
Canta una voce soave…
Note armoniche, note perfette che accudiscono e custodiscono.. parole che scendono come miele dentro me… placandomi e facendomi sorridere… riconciliandomi dolcemente con la vita…
….”In your heart, in your soul, did you find peace there”…..
Una pressione leggera… e il sogno sarà eterno…

Partendo dal presupposto che condivido solo in parte, volevo riportarlo. Tale e quale mi è giunto.

My little gift



E' sempre quì, innanzi a me. Come un quadro. Come a voler richiamare costantemente la mia attenzione, la mia memoria. Lo prendo, lo nascondo, cerco di escluderlo dal mio campo visivo... eppure... torna sempre.
Sempre lì.

Il ricordo di un'anteprima al cinema.
Il ricordo di un primo tete a tete.
Il ricordo di un casolare in campagna.
Il ricordo di una telefonata galeotta.
Il ricordo di messaggi gettati al vento.
Il ricordo di una notte bianca.
Tutto questo.
Sei tutto questo.

Monday, 6 August 2007

Il mio riposo

Oggi pomeriggio, dopo una giornata alquanto faticosa, il meritato riposo.

Le sole due ore di riposo. Quelle due ore in cui devo fare tutto: dormire, la doccia, pagare le bollette, provare le ultime canzoni, fumarmi una sigaretta steso sul letto e pensare…Si, ci vuole anche questo. Ebbene si: saluto l’Hotel, salgo in macchina e dopo un tragitto relativamente breve eccomi a casa.

Evito l’ammasso di vestiti sparsi per casa, bevo un sorso di succo d’arancia ghiacciata e opto per il riposo assoluto. Nemmeno una sigaretta. Voglio dormire e non pensare.

Il gioco è fatto. L’aria smossa dalle pale del ventilatore è conciliante, il cinguettio degli uccelli anche. Tutta fila liscio per la prima mezzora, poi il delirio. Mi giro, mi rigiro, provo a stendermi prendendo più le sembianze di una stella piuttosto che di un uomo. E mi gratto. Capisco in quel momento cosa interrompe il mio sonno. Prurito, un prurito enorme. Nel profondo del mio stato di rincoglionimento non tardo a capire chi è il responsabile, la responsabile di tutto ciò. Una congettura semplice, un’equazione banale…fin troppo banale. Mi alzo. La cerco, smuovo le tende. Per un solo attimo la vedo, ma scompare. Troppo velocemente per i miei riflessi assonnati, per i miei movimenti intorpiditi. Continuo a grattarmi e continuo a guardare. Seduto sul letto mi fisso per un attimo sull’orologio del Mac: 18.45! Tra un quarto d’ora “dovrei svegliarmi”. Tempo prezioso sprecato. Non tardo a rendermene conto e a porgermi la fatidica domanda:

Ma Dio, perché ha inventato la zanzara?!?
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